La tassa di soggiorno è un’imposta locale che si applica a chi pernotta in strutture ricettive in molti comuni italiani. L’importo varia di solito tra 1 e 5 euro a notte per persona, in base alla categoria dell’alloggio, ma in alcune città come Roma può salire fino a 10 euro per le strutture più esclusive, come stabilito dal regolamento comunale (Omnia Hotels). Questa guida illustra costi reali, esenzioni e conseguenze del mancato pagamento, con dati aggiornati dai siti ufficiali e dalle strutture ricettive.
Ultima verifica: 2026-06-14
Confronta le tariffe più basse e le recensioni degli ospiti. Molte opzioni con cancellazione gratuita.Vedi tariffe
Combina volo + hotel e confronta offerte e premi in un unico posto.Vedi tariffeQuesto link contiene pubblicità di affiliazione. I prezzi e la disponibilità possono variare sul sito di destinazione.
Che cos’è: Imposta locale pagata da chi alloggia in strutture ricettive in determinati comuni · Chi la stabilisce: Ogni comune italiano, con importi e regole proprie · Chi la riscuote: La struttura ricettiva (hotel, B&B, appartamento privato) al momento del check‑in o del check‑out · A chi va: Al comune dove sorge la struttura
Come abbiamo realizzato questa guida
Ultimo aggiornamento: febbraio 2025.
Fonti consultate: siti ufficiali di enti turistici, regolamenti comunali, blog specializzati in gestione alberghiera, piattaforme di informazione fiscale, Wikipedia.
Non abbiamo effettuato visite sul campo né interviste al personale delle strutture. I dati si basano su fonti pubbliche e normativa vigente.
Tassa di soggiorno in sintesi
- Imposta locale pagata da chi alloggia in strutture ricettive in determinati comuni (ProntoProfessionista)
- Ogni comune italiano, con importi e regole proprie (PayTourist)
- La struttura ricettiva (hotel, B&B, appartamento privato) al momento del check‑in o del check‑out (Chekin)
- I proventi confluiscono al comune dove sorge la struttura (PayTourist)
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Che cos’è | Imposta locale pagata da chi alloggia in strutture ricettive in determinati comuni |
| Chi la stabilisce | Ogni comune italiano, con importi e regole proprie |
| Chi la riscuote | La struttura ricettiva (hotel, B&B, appartamento privato) al momento del check‑in o del check‑out |
| A chi va | Al comune dove sorge la struttura |
Quanto è la tassa di soggiorno in hotel?
L’importo della tassa di soggiorno dipende dal regolamento del comune e dalla categoria della struttura. In Italia il tetto massimo ordinario è di 5 euro a notte per persona, ma i comuni con flussi turistici molto elevati (oltre 20 volte i residenti) possono arrivare a 10 euro, come accade a Roma (inReception).
Importo minimo e massimo
La fascia più comune si attesta tra 1 e 5 euro a notte per persona. A Firenze, per esempio, la tassa si applica per un massimo di 7 notti consecutive (Chekin). A Roma il limite sale a 10 notti consecutive per ospite nella stessa struttura (fonte: Chekin).
Variazione per stelle dell’albergo
Le tariffe crescono con il numero di stelle. Un hotel a 5 stelle paga un importo superiore rispetto a un bed & breakfast. Per gli appartamenti privati la tariffa è spesso più bassa. Ad Antibes, nel 2025, la tassa massima ha raggiunto 6,43 euro per gli hotel di lusso e 4,69 euro per le case vacanza (PayTourist).
Esempi concreti
La catena Starhotels prevede una tassa fino a 7 notti consecutive e l’esenzione per i bambini sotto i 16 anni (fonte: sito ufficiale Starhotels, citato da ProntoProfessionista). Ad Antibes, i dati 2025 mostrano una forbice tra 4,69 e 6,43 euro a notte a seconda della tipologia.
Quando è dovuta la tassa di soggiorno?
La tassa è dovuta per ogni notte di pernottamento in una struttura ricettiva situata in un comune che l’ha istituita. Il pagamento avviene di solito al check‑in o al check‑out, in contanti o con carta.
Momento del pagamento
Alcuni comuni richiedono la riscossione al momento dell’arrivo, altri alla partenza. La struttura è obbligata a informare l’ospite dell’importo e a emettere ricevuta (ProntoProfessionista).
Obbligo per il gestore
Il gestore agisce come sostituto d’imposta: riscuote dall’ospite e versa l’importo al comune con cadenza mensile, trimestrale o semestrale, a seconda del regolamento locale. Deve anche presentare dichiarazioni periodiche, anche in assenza di presenze tassabili.
Casi particolari: appartamenti privati
La tassa di soggiorno si applica anche agli affitti brevi e alle locazioni turistiche. Molte piattaforme come Airbnb la gestiscono automaticamente, ma la responsabilità resta del proprietario o dell’host (Lodgify).
Perché negli hotel si paga la tassa di soggiorno?
La tassa di soggiorno è una “tassa di scopo”: i proventi devono essere reinvestiti in servizi e infrastrutture turistiche locali. È stata introdotta per la prima volta in Italia nel 1910 e regolata dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011.
Finalità dell’imposta
L’obiettivo è finanziare la manutenzione del patrimonio culturale, la pulizia delle spiagge, i trasporti turistici e gli eventi culturali. I comuni sono tenuti a rendicontare l’utilizzo dei fondi (PayTourist).
Destinazione dei fondi
Ogni comune destina le somme raccolte a voci specifiche: a Roma, per esempio, una parte va alla valorizzazione del centro storico; a Firenze, al potenziamento dei trasporti pubblici turistici.
Base legale
Il potere di istituire la tassa è riconosciuto a tutti i comuni capoluogo, alle unioni di comuni e ai comuni turistici o città d’arte. La legge non impone un importo fisso: ogni comune decide autonomamente entro i tetti stabiliti (Chekin).
Chi è esente dalla tassa di soggiorno?
Le esenzioni variano da comune a comune, ma alcune categorie ricorrono frequentemente nei regolamenti. In generale, la richiesta di esenzione deve essere supportata da documentazione idonea.
Esenzioni per età
Molti comuni esentano i minori: a Roma il limite è fino al compimento del 10º anno di età (Omnia Hotels). In altri, come nelle strutture della catena Starhotels, l’esenzione vale per i bambini sotto i 16 anni (fonte: Starhotels, citato da ProntoProfessionista).
Esenzioni per residenza
I residenti del comune dove sorge la struttura sono normalmente esenti. In alcune località l’esenzione si estende anche ai comuni limitrofi per motivi di lavoro o studio.
Esenzioni per tipo di struttura
Alcuni regolamenti esentano gli autisti di pullman turistici (uno ogni 25 partecipanti), le guide turistiche, il personale delle forze armate in servizio e le persone ospitate dalla Protezione Civile in caso di emergenze (Omnia Hotels).
Domande frequenti sulla tassa di soggiorno
La tassa di soggiorno si paga a persona o a camera?
Si paga per ogni persona (adulto) e per ogni notte di pernottamento. I bambini spesso sono esenti fino a una certa età, ma dipende dal regolamento comunale. Ad esempio, a Roma i minori fino a 10 anni non pagano (fonte: Omnia Hotels).
Tassa di soggiorno per appartamenti privati: è dovuta?
Sì, la tassa si applica anche agli affitti brevi e alle locazioni turistiche, purché il comune l’abbia istituita. La responsabilità della riscossione è dell’host o del proprietario (Lodgify).
Tassa di soggiorno over 65: ci sono esenzioni?
Alcuni comuni prevedono esenzioni per gli over 65, ma non è una regola generale. È necessario consultare il regolamento specifico del comune di destinazione (fonte: PayTourist).
A cosa serve la tassa di soggiorno?
Serve a finanziare servizi turistici locali: manutenzione del patrimonio, trasporti, eventi culturali e pulizia degli spazi pubblici. I comuni devono destinare le somme raccolte a questi scopi (PayTourist).
Cosa succede se un turista non paga la tassa di soggiorno?
Il gestore della struttura è tenuto a riscuotere l’imposta: se l’ospite rifiuta, la struttura può segnalare l’inadempienza al comune, che può applicare sanzioni amministrative. Per il gestore, l’omesso versamento comporta multe e possibili responsabilità penali (Forniture Alberghiere Online).
Tassa di soggiorno Milano: qual è l’importo?
Milano ha un proprio regolamento con tariffe che variano in base alla categoria dell’alloggio (da 2 a 5 euro a notte per persona). Per i dettagli aggiornati, consultare il sito ufficiale del Comune di Milano.
Tassa di soggiorno in inglese: come si dice?
In inglese si chiama “tourist tax” o “city tax”. È il termine utilizzato nelle prenotazioni internazionali e nei siti di viaggio.
Fonti consultate
- ProntoProfessionista – Tassa di soggiorno: obblighi e adempimenti
- PayTourist – Tassa di soggiorno 2025
- inReception – Guida alla tassa di soggiorno
- Chekin – Tasse di soggiorno in Italia
- Omnia Hotels – Regolamento Roma Capitale
- Lodgify – Tassa di soggiorno per case vacanze
- Forniture Alberghiere Online – Guida pratica per hotel
- ConfrontoHotel – Hotel in Italia: guida alle strutture
- ConfrontoHotel – Hotel Roma centro economici